Gli elettori statunitensi si recano alle urne per le elezioni di metà mandato, che determineranno il controllo del Congresso e misureranno il sostegno al presidente Donald Trump. Attualmente i repubblicani detengono la maggioranza in entrambe le camere, consentendo a Trump di portare avanti il suo programma. Se i democratici conquistassero il controllo della Camera o del Senato, gli equilibri cambierebbero.
Sono in palio tutti i seggi della Camera dei rappresentanti e circa un terzo di quelli del Senato. I democratici devono conquistare quattro seggi al Senato per sottrarre il controllo della camera ai repubblicani. Tra le competizioni più seguite potrebbero esserci quelle in Michigan, Ohio, Texas, Kansas e Alaska. Gli elettori scelgono anche i governatori in 36 Stati e tre territori statunitensi.
Il voto è iniziato prima dell’Election Day, con milioni di persone che hanno votato in anticipo o per posta. L’Election Lab dell’Università della Florida aveva registrato oltre 54 milioni di voti anticipati entro domenica pomeriggio, ora locale. I seggi dovrebbero aprire alle 5 del mattino, ora locale, negli Stati Uniti orientali e chiudere per ultimi in Alaska mercoledì mattina, ora dell’Europa centrale.
I risultati potrebbero non essere chiari la sera delle elezioni. Le emittenti statunitensi dovrebbero proclamare i vincitori delle singole competizioni dopo la chiusura dei seggi, ma le gare serrate e il tempo necessario per contare le schede, in particolare quelle votate per posta, potrebbero ritardare l’esito. Potrebbe volerci particolarmente a lungo per determinare la maggioranza al Senato, dove si prevede un equilibrio molto stretto.
Trump ha ripetutamente messo in dubbio che il voto si svolga correttamente negli Stati governati dai democratici. La Corte Suprema ha respinto la richiesta della sua amministrazione di annullare le schede di oltre 20.000 elettori californiani, senza fornire una motivazione. In precedenza, un tribunale federale aveva respinto la richiesta del Dipartimento di Giustizia di invalidare quei voti, definendola un’ingerenza a poca distanza dalle elezioni.
Le elezioni di metà mandato si svolgono anche in concomitanza con referendum su diversi provvedimenti in vari Stati. In California, gli elettori stanno valutando la Proposition 40, che imporrebbe a chiunque fosse miliardario nello Stato il 1° gennaio 2026 di versare un contributo una tantum pari al cinque per cento del proprio patrimonio. Il ricavato sarebbe destinato alla sanità; le stime delle entrate potenziali variano da 30 a 100 miliardi di dollari. Il provvedimento proposto riguarderebbe Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta.
La campagna si è concentrata in larga misura sul costo della vita quotidiana, compresi i prezzi elevati dei generi alimentari, e sulle politiche in materia di immigrazione. Le elezioni si svolgono a due anni dall’inizio del mandato quadriennale di Trump. Il suo nome non compare sulla scheda elettorale, ma il risultato potrebbe incidere in modo significativo sulla politica interna e sulla facilità con cui le sue proposte potranno essere approvate dal Congresso.
Fonti: Tagesschau.