Un giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere senza cauzione per un uomo di 21 anni arrestato sabato a Cabrera d’Anoia, a Barcellona, per il suo presunto legame con Blocus. Il tribunale ha rilevato indizi di reati di disordini pubblici e di appartenenza a un’organizzazione criminale.
Secondo i Mossos d’Esquadra, il sospettato contribuiva a coordinare gli atti di vandalismo attraverso un gruppo WhatsApp e incoraggiava la partecipazione distribuendo manifesti su TikTok. Gli investigatori affermano che era uno degli amministratori del gruppo e che svolgeva un ruolo attivo nella promozione delle sue attività.
I Mossos e la Polizia nazionale spagnola hanno inoltre annunciato lunedì l’arresto di due minorenni, di 14 e 17 anni, nelle comarche del Maresme e del Bages. Le ragazze sarebbero legate ai disordini avvenuti a Barcellona il 24 ottobre e sono accusate di amministrare gruppi di comunicazione creati per coordinare i partecipanti ai saccheggi.
Gli investigatori ritengono inoltre che le minorenni promuovessero l’accesso a tali gruppi condividendo manifesti sui social media. L’indagine congiunta è condotta sotto il coordinamento della Sezione minori della Procura provinciale di Barcellona, con l’obiettivo di stabilire le responsabilità delle persone presumibilmente coinvolte nella pianificazione, nel coordinamento e nella divulgazione dei relativi appelli all’azione.
I due arresti portano a sei il numero delle persone fermate in Catalogna in relazione ai disordini di Barcellona. Gli scontri hanno portato a 133 arresti. Tre dei sei fermati sono stati sottoposti a custodia cautelare in carcere, mentre gli altri sono soggetti a misure cautelari, tra cui il divieto di partecipare a manifestazioni.
La polizia ha effettuato circa dieci arresti anche fuori dalla Catalogna. Domenica due persone sono state arrestate a Fuengirola, Málaga, in aggiunta ai sette giovani fermati a Valencia, Bilbao, Málaga e Fuengirola per i loro presunti legami con il movimento giovanile.
Fonti: El País Portada.