Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potrebbero rendere più difficile governare per il presidente Donald Trump, soprattutto se I Repubblicani perdessero il controllo di una o di entrambe le camere del Congresso. Quattro scenari mostrano come i risultati potrebbero influire sulla sua amministrazione.

Un Congresso diviso è considerato l’esito più probabile: I Democratici potrebbero conquistare la Camera dei rappresentanti, mentre i repubblicani manterrebbero il Senato. Il Cook Political Report afferma che le possibilità dei repubblicani di conservare la Camera sono ormai quasi nulle, mentre sette corse per il Senato sono ancora troppo incerte per fare previsioni. Una Camera a maggioranza democratica potrebbe approvare misure in materia di assicurazione sanitaria, alloggi o centri dati per l’intelligenza artificiale, ma un Senato repubblicano potrebbe bloccarle. I democratici potrebbero anche convocare i funzionari dell’amministrazione Trump davanti alle commissioni del Congresso e intensificare la vigilanza, pur avendo un potere limitato di imporre cambiamenti.

Trump potrebbe reagire facendo maggiore affidamento sugli ordini esecutivi, che gli consentono di agire senza il Congresso. Una maggioranza democratica alla Camera renderebbe quindi più conflittuale l’attività di vigilanza, ma non gli impedirebbe necessariamente di portare avanti le sue politiche.

Una vittoria democratica più ampia in entrambe le camere — la cosiddetta “ondata blu” — darebbe al partito più margine per indagare sull’amministrazione e contestare gli ordini esecutivi. Trump potrebbe porre il veto alle leggi, ma il Congresso può superare un veto con una maggioranza di due terzi. I democratici potrebbero anche avviare una procedura di impeachment alla Camera, dove basta una maggioranza semplice. Per la condanna in Senato, tuttavia, servirebbe una maggioranza di due terzi, che, secondo l’articolo, al momento non sembra raggiungibile.

I sondaggi citati indicano invece modesti guadagni democratici, mentre i repubblicani detengono attualmente una maggioranza di 53 a 47 al Senato. In passato, però, i sondaggi si sono rivelati solo parzialmente affidabili. Se i democratici conquistassero entrambe le camere, il risultato rappresenterebbe una significativa bocciatura elettorale di Trump, che ha descritto il Paese come immerso in una “età dell’oro”.

Una terza possibilità è che i repubblicani mantengano il controllo sia della Camera sia del Senato. I sondaggi indicano che si tratta dell’esito meno probabile, ma consentirebbe a Trump di continuare a governare con meno ostacoli. Un Senato repubblicano manterrebbe inoltre il potere di confermare i giudici federali. Tuttavia, dopo le elezioni di metà mandato Trump entrerebbe nella fase di “anatra zoppa” della sua presidenza: poiché la Costituzione gli impedisce di candidarsi per un altro mandato, l’attenzione si sposterebbe sempre più sul suo successore e alcuni repubblicani potrebbero cercare di distinguersi da lui.

Il quarto scenario è una controversia legale e politica sulle elezioni. Trump ha ripetutamente messo in dubbio i risultati elettorali e, prima delle elezioni di metà mandato, ha contestato il voto per posta e chiesto regole più rigide. I tribunali hanno bloccato alcuni tentativi della sua amministrazione di intervenire nelle procedure elettorali, che sono supervisionate dai singoli Stati.

L’articolo riferisce delle preoccupazioni espresse da funzionari elettorali ed esperti legali, secondo cui le autorità federali potrebbero sequestrare schede elettorali, macchine per il voto o registri, oppure fare pressione sui funzionari locali affinché non certifichino i risultati. Rileva inoltre che il Dipartimento di Giustizia prevede di inviare negli Stati quasi il doppio degli osservatori elettorali rispetto al 2024, una decisione che ha suscitato dubbi sulla loro imparzialità tra alcuni funzionari elettorali.

In un caso estremo, il presidente della Camera Mike Johnson potrebbe rifiutarsi di far prestare giuramento ai rappresentanti appena eletti il 3 gennaio 2027, innescando una crisi costituzionale. L’articolo esamina anche la possibilità che Trump dichiari lo stato di emergenza per presunte frodi o interferenze straniere. Gli esperti di diritto statunitense citati sottolineano, tuttavia, che la Costituzione attribuisce agli Stati e al Congresso la responsabilità delle elezioni federali.

Fonti: Tagesschau.