Un team internazionale di scienziati, che comprende ricercatori del CIBIO-BIOPOLIS dell’Università di Porto, ha identificato due nuove specie di scimmie urlatrici nell’Amazzonia. La scoperta è la prima del suo genere in 84 anni per questo gruppo di primati, a rischio di estinzione.

Le specie appena identificate sono la scimmia urlatrice rossa del Mato Grosso (Alouatta magrossensis) e la scimmia urlatrice rossa del Pantepui (Alouatta iroi). Sono le prime nuove specie di scimmie urlatrici descritte da quando la scimmia urlatrice rossa del Purus (Alouatta puruensis) è stata identificata nel 1940.

Secondo il CIBIO, le popolazioni corrono un rischio imminente di estinzione a causa dell’avanzare della deforestazione in tutta l’Amazzonia. Le scimmie urlatrici sono grandi primati arboricoli, noti per produrre alcuni dei richiami più potenti tra gli animali terrestri, con ruggiti che si propagano per chilometri attraverso le foreste tropicali sudamericane.

La ricerca affronta due lacune nella conoscenza scientifica: la lacuna linneana, relativa al numero effettivo di specie, e la lacuna wallaceana, riguardante la comprensione precisa della loro distribuzione geografica.

Luís Ceriaco, ricercatore presso il CIBIO-BIOPOLIS, ha affermato che la scoperta dimostra come anche gruppi iconici quali le scimmie urlatrici comprendano ancora specie sconosciute alla scienza. Ha sostenuto la necessità di un maggior numero di tassonomisti, di attività sul campo e del riconoscimento dell’importanza delle collezioni di storia naturale.

Thiago Semedo, dottorando presso la Facoltà di Scienze dell’Università di Porto, ha inoltre sottolineato l’importanza di dare priorità a questo tipo di ricerca per proteggere la biodiversità che rimane nascosta e confinata all’interno della frontiera della deforestazione.

Lo studio, condotto da scienziati dell’Università di Salford, è stato pubblicato il 30 ottobre su Communications Biology.

Fonti: Observador.