Martedì 3 novembre, gli elettori statunitensi si recheranno alle urne per le elezioni di metà mandato, che determineranno il controllo del Congresso nella seconda metà del mandato del presidente Donald Trump. I repubblicani puntano a mantenere la maggioranza in entrambe le camere, mentre i democratici devono conquistare seggi per assumere il controllo di una delle due.
Tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti sono in palio. Al Senato si contendono 35 dei 100 seggi. Attualmente i repubblicani hanno un vantaggio di 53-47; poiché il vicepresidente JD Vance può dirimere i voti in parità, ai democratici servono quattro seggi in più per ottenere la maggioranza. Alla Camera, i democratici devono conquistare tre seggi netti.
Gli elettori sceglieranno anche i governatori in 36 Stati, oltre ai legislatori statali e ad altri funzionari. Sono inoltre in palio più di 6.000 seggi nelle assemblee legislative statali e decine di proposte di modifica delle costituzioni statali.
Gli orari di chiusura dei seggi variano a seconda dello Stato e del fuso orario. Il calendario seguente è convertito nell’ora di Brasilia. La chiusura dei seggi non indica quando saranno disponibili i risultati: i tempi di scrutinio variano e i primi risultati possono essere influenzati dal momento in cui gli Stati comunicano i voti anticipati e quelli per corrispondenza.
**Martedì, ore 20**: i distretti congressuali 3, 5, 6, 7 e 9 dell’Indiana; i distretti dal 3° al 6° del Kentucky.
**Martedì, ore 21**: i distretti dal 3° al 28° della Florida; i distretti 1, 2, 4 e 8 dell’Indiana; Carolina del Sud; Virginia; Georgia; i distretti 1 e 2 del Kentucky; Vermont.
**Martedì, ore 21:30**: Carolina del Nord; Virginia Occidentale; Ohio.
**Martedì, ore 22**: Alabama; Delaware; Illinois; Maine; Massachusetts; Mississippi; New Hampshire; Oklahoma; Rhode Island; i distretti dal 1° al 15°, dal 17° al 22° e dal 24° al 38° del Texas; Connecticut; i distretti 1 e 2 della Florida; i distretti dal 2° al 4° del Kansas; Maryland; i distretti dal 2° al 13° del Michigan; Missouri; New Jersey; Pennsylvania; Tennessee.
**Martedì, ore 22:30**: Arkansas.
**Martedì, ore 23**: Arizona; Iowa; Louisiana; Minnesota; Nuovo Messico; Dakota del Nord; i distretti 16 e 23 del Texas; Wyoming; Colorado; Kansas; Michigan; Nebraska; New York; Dakota del Sud; Wisconsin.
**Mercoledì, mezzanotte**: 2° distretto dell’Idaho; Nevada; Montana; Utah.
**Mercoledì, ore 1**: California; Oregon; 1° distretto dell’Idaho; Washington.
**Mercoledì, ore 2**: Hawaii.
**Mercoledì, ore 3**: Alaska.
Il ritmo e l’ordine dei risultati varieranno. La Florida di solito completa rapidamente lo scrutinio, mentre in Maine i risultati possono tardare perché i voti vengono comunicati da quasi 500 municipalità. Se nessun candidato al Senato in Maine ottiene la maggioranza, il sistema di voto a scelta classificata dello Stato potrebbe rinviare la proclamazione del vincitore alla settimana successiva.
In diversi Stati, i primi risultati potrebbero non rispecchiare l’esito finale. In Georgia, le contee spesso comunicano per prime i risultati delle aree rurali, il che inizialmente può favorire i repubblicani. In Iowa, Kansas e Nebraska, la comunicazione anticipata dei voti per corrispondenza può inizialmente avvantaggiare i democratici. Anche i primi numeri del Minnesota potrebbero pendere verso i repubblicani, perché la popolosa contea di Hennepin spesso comunica i risultati più tardi.
Alcuni Stati accettano le schede per corrispondenza dopo il giorno delle elezioni, secondo le rispettive regole. Il Mississippi può ricevere fino al 10 novembre le schede con timbro postale del giorno delle elezioni, mentre l’Alaska può ricevere fino al 13 novembre quelle con timbro postale valido. In Alaska, dove lo scrutinio delle schede aggiuntive può richiedere giorni, un’elezione con voto a scelta classificata potrebbe far sì che il vincitore non sia noto fino al 18 novembre.
Fonti: CNN Brasil.