Dopo un incidente, i partiti di opposizione chiedono spiegazioni e responsabilità politiche, mentre gli esponenti del governo invitano alla cautela e accusano i rivali di strumentalizzare il dolore. I nomi, il luogo e la data specifici possono cambiare, ma il modello rimane familiare.

L’articolo sostiene che i partiti dovrebbero mantenere gli stessi criteri quando cambia la loro posizione. All’opposizione, la responsabilità viene spesso ricondotta direttamente al presidente. Al governo, quella catena è più probabilmente interrotta a livello di un funzionario tecnico o intermedio.

Chiedere spiegazioni fa parte della responsabilità democratica, e le richieste di dimissioni non devono necessariamente attendere una sentenza giudiziaria. La difficoltà, tuttavia, consiste nell’applicare coerentemente questo principio, indipendentemente dal partito responsabile.

Il testo cita diversi casi spagnoli. Il PSOE ha chiesto le dimissioni del presidente valenciano Carlos Mazón per la gestione della dana, una richiesta che l’articolo considera legittima. Nel disastro ferroviario di Angrois, il PP e il PSOE hanno bloccato per anni una commissione d’inchiesta nel Parlamento galiziano, nonostante le potenziali responsabilità riguardassero l’ex ministra del Partito Popolare Ana Pastor e il suo predecessore socialista, José Blanco.

Le circostanze e le responsabilità differivano in ciascun caso, ma l’autore vede una tendenza ricorrente a descrivere le richieste di dimissioni come essenziali o inaccettabili a seconda delle persone cui sono rivolte. Dopo la tragedia ferroviaria di Urda, Alberto Núñez Feijóo chiede la partenza di Pedro Sánchez e Óscar Puente, mentre il Governo difende questi esponenti.

I nomi potranno cambiare ancora in futuro, così come gli argomenti politici. Le famiglie colpite da queste tragedie, tuttavia, non possono recuperare le vite che avevano prima.

Fonti: La Vanguardia.