Martedì 3 novembre il Senato francese ha approvato il disegno di legge del governo sulla protezione dei minori, dopo che era stato approvato dall’Assemblea Nazionale all’inizio di quest’anno. La legge prevede l’eliminazione dei termini di prescrizione per i reati sessuali commessi contro i minori e controlli più rigorosi sui casellari giudiziari delle persone che lavorano con i bambini, anche nei servizi di doposcuola.
Inizialmente, il disegno di legge mirava a riformare i servizi di assistenza all’infanzia, ponendo l’accento sull’affidamento familiare anziché sulle strutture residenziali. In seguito è stato ampliato per includere misure di giustizia penale, nel contesto dei dibattiti suscitati da casi di violenza contro i bambini. La legge è stata approvata con ampio sostegno, mentre i senatori di sinistra si sono astenuti e hanno criticato l’assenza di finanziamenti aggiuntivi per la protezione dei minori.
Il Senato ha approvato a larga maggioranza la disposizione sui reati sessuali. Se adottata nella sua forma definitiva, consentirebbe di avviare procedimenti penali senza limiti di tempo. Le due camere sono ancora in disaccordo sulla portata della misura: la versione del Senato si applica soltanto ai reati sessuali.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha dichiarato che il voto rappresenta un ulteriore passo nella riforma del sistema di protezione dei minori. La ministra delegata alla lotta contro le discriminazioni, Aurore Bergé, ha definito la misura un «progresso storico», affermando che molti bambini non avevano potuto ottenere giustizia.
Nelle prossime settimane i membri dell’Assemblea nazionale e del Senato dovrebbero riunirsi in una commissione congiunta per cercare di concordare una versione del disegno di legge, prima di un’eventuale approvazione definitiva. Il Senato ha inoltre rafforzato i controlli proposti dal governo sui precedenti giudiziari delle persone che lavorano con i bambini. A gennaio il Senato dovrebbe esaminare un disegno di legge distinto sulla violenza sessuale e sessista, già approvato dall’Assemblea nazionale.
Fonti: Le Monde.