La legge francese che istituisce un diritto condizionato al suicidio assistito dovrebbe entrare in vigore nel gennaio 2027, ha dichiarato martedì 3 novembre la ministra della Salute Stéphanie Rist. I decreti attuativi sono attesi anch’essi a gennaio, ha detto a Franceinfo, ribadendo il calendario annunciato dal governo dopo l’approvazione e la promulgazione della legge all’inizio di quest’anno.
La misura è stata approvata in via definitiva dal Parlamento il 15 luglio e promulgata dal presidente Emmanuel Macron il 19 agosto. In base alla legge, i pazienti idonei possono autosomministrarsi una sostanza letale in presenza di un professionista sanitario. Un professionista può somministrarla solo se il paziente è fisicamente incapace di farlo.
Possono accedere alla misura soltanto gli adulti cittadini francesi o residenti di lungo periodo in Francia, affetti da una patologia grave e incurabile in fase avanzata o terminale, che provino sofferenze fisiche insopportabili e siano in grado di esprimere una scelta informata fino all’ultimo momento.
I decreti attuativi della legge dovrebbero essere sottoposti a un attento esame. Gli oppositori hanno dichiarato di sperare che le norme possano prevenire eventuali abusi o affrontare alcuni aspetti della legislazione. Il Consiglio costituzionale ha confermato la legge, ma ha formulato alcune riserve, tra cui quella di estendere a un’intera struttura sanitaria l’obiezione di coscienza del personale, quando è disponibile un’altra possibilità a livello locale.
La legge ha incontrato una forte opposizione da parte della Chiesa cattolica in Francia, che l’ha descritta come una profonda rottura con i valori umani. Anche durante la sua visita in Francia a fine settembre, papa Leone XIV si è espresso contro il suicidio assistito. Jean-Luc Romero, dell’Associazione per il diritto di morire con dignità, ha risposto che il papa aveva diritto a esprimere le proprie opinioni, ma che le leggi della Repubblica prevalgono su quelle della Chiesa.
Fonti: Le Monde.