Donald Trump non è candidato, ma le elezioni del Congresso degli Stati Uniti influenzeranno la libertà con cui potrà perseguire le sue politiche nei prossimi due anni. Gli elettori scelgono tutti i membri della Camera dei rappresentanti e circa un terzo dei senatori; i risultati determineranno chi controllerà il Congresso e quanto sarà incisiva la sua supervisione sull’amministrazione.
Anche a Berlino si segue da vicino l’esito del voto. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, convinto transatlantista, è in disaccordo con Washington su questioni quali la sicurezza, la difesa e i dazi. Si aspetta che gli Stati Uniti continuino a modificare le proprie politiche estere ed economiche indipendentemente dai risultati elettorali e afferma che la Germania dovrà reagire di conseguenza.
Se i Democratici ottenessero il controllo di una o di entrambe le camere, potrebbero bloccare le leggi, avviare indagini e intensificare il controllo sull’amministrazione. Diventerebbe inoltre possibile avviare una terza procedura di impeachment contro Trump. Tuttavia, un contesto interno difficile potrebbe indurre il presidente a concentrarsi maggiormente sulla politica estera, ambito in cui i suoi poteri sono più ampi.
Il politico dei Verdi Omid Nouripour auspica che i Democratici guadagnino terreno e rafforzino il controllo del Congresso. Ha inoltre esortato la Germania a concentrarsi sui propri punti di forza e a ridurre le dipendenze, invece di cercare continuamente di prevedere le decisioni di Trump. La sua preoccupazione principale è che gli Stati Uniti riducano ulteriormente il sostegno all’Ucraina. Di recente Trump ha sospeso con un decreto le sanzioni contro la Russia, nonostante il Congresso avesse negoziato il pacchetto per oltre un anno prima di approvarlo con ampie maggioranze in entrambe le camere.
L’approccio di Trump nei confronti della Russia, le controversie sulla Groenlandia e la politica tariffaria hanno messo a dura prova la fiducia negli Stati Uniti. Un sondaggio della Bertelsmann Stiftung citato nel rapporto ha rilevato che soltanto una persona su quattro in Germania considerava gli Stati Uniti un partner affidabile, sebbene due terzi fossero favorevoli a una cooperazione più stretta, quando opportuna.
Brandon Bohrn, specialista di relazioni transatlantiche, non si aspetta cambiamenti nella politica estera statunitense in base ai nuovi equilibri in Congresso. A suo avviso, Trump non deve vincere un’altra elezione e potrebbe non dare priorità al futuro del Partito Repubblicano. Bohrn avverte che l’Europa non dovrebbe dare per scontato che una vittoria dei Democratici modererebbe l’approccio di Trump; potrebbe invece renderlo più imprevedibile e conflittuale.
Gli Stati Uniti stanno inoltre riesaminando la presenza delle proprie truppe e la struttura militare in Europa. L’amministrazione prevede di annunciare più avanti quest’anno se ridurrà la propria presenza militare, e in quale misura, anche in Germania. Il presidente resta comandante in capo indipendentemente dal partito che controlla il Congresso.
Fonti: Tagesschau.