Martedì, all’apertura del vertice biennale dei leader del Commonwealth a St John’s, Antigua e Barbuda, Re Carlo III ha espresso «orrore» e «vergogna» per la tratta degli schiavi e per il passato coloniale dell’Impero britannico. Non ha presentato scuse formali alle ex colonie, ma ha descritto il proprio dolore e rammarico personali.
Il Re ha definito «una mostruosa ingiustizia» la tratta transatlantica degli schiavi, alimentata dalle potenze coloniali europee in Africa, nei Caraibi e nelle Americhe. Ha affermato che quel capitolo della storia lo colmava di orrore e di profondo dolore personale.
Carlo, presidente onorario del Commonwealth, si è rivolto ai leader dell’organizzazione, composta da 56 membri, insieme alla nuova segretaria generale, Shirley Botchwey, ex diplomatica ghanese. Negli ultimi giorni, Botchwey ha sostenuto le richieste, in particolare quelle dei leader caraibici, affinché il Re e il governo britannico presentino scuse formali per la schiavitù.
Il primo ministro laburista britannico Andy Burnham, arrivato a St John’s lunedì, ha recentemente manifestato apertura verso misure quali la riduzione del debito e l’aumento degli aiuti ai partner del Commonwealth interessati, pur respingendo risarcimenti finanziari diretti, definiti «la risposta sbagliata». Gaston Browne, primo ministro di Antigua e Barbuda, nel presentare il Re, ha chiesto al Regno Unito di intraprendere azioni concrete a favore della «giustizia riparativa».
Fonti: ANSA Mondo.