Un presunto piano per compiere una sparatoria di massa in un tempio indù nella periferia di Chicago ha attirato l’attenzione sul forte aumento dell’ostilità anti-sud-asiatica e anti-indù negli Stati Uniti. Secondo i ricercatori, una retorica che un tempo circolava soprattutto in spazi online marginali si è diffusa sulle piattaforme mainstream ed è sempre più collegata a minacce e violenze nel mondo reale.
La polizia di Palatine, Illinois, ha dichiarato che il diciannovenne Alexandros Paporakis ha tentato di attaccare il tempio Sri Venkateswara Swami ad Aurora l’11 ottobre. Secondo la polizia, il presunto attacco è stato sventato quando la sua arma si è inceppata. Paporakis è stato incriminato per aver formulato una minaccia terroristica e per possesso illegale di un fucile, entrambi reati gravi.
I documenti giudiziari descrivono un resoconto scritto del presunto complotto contenente insulti razzisti rivolti alle persone di origine indiana, agli ebrei e agli afroamericani. La polizia ha riferito che una perquisizione nell’appartamento di Paporakis ha portato al ritrovamento di un fucile, munizioni, un giubbotto antiproiettile, una tanica di benzina e oggetti con simboli nazisti e insulti anti-indiani. Il presunto attacco è coinciso con l’inizio di una grande festività indù, e tra le persone presenti al tempio con la famiglia c’era il deputato statunitense Raja Krishnamoorthi, democratico dell’Illinois. Ha chiesto all’FBI di indagare sul caso come crimine d’odio federale.
I ricercatori Rohit Chopra, della Santa Clara University, e Prasiddha Sudhakar, membro del consiglio direttivo del Network Contagion Research Institute, affermano che la retorica anti-indiana si è trasformata da post degradanti online in teorie del complotto. Una di queste false narrazioni, descritta da Sudhakar, sostiene che un «Governo organizzato dei bramini» controlli segretamente le istituzioni. Sudhakar ha detto che richiama le teorie antisemite del complotto, ma si concentra maggiormente sull’immigrazione e sul lavoro.
I ricercatori hanno fatto risalire le prime versioni di questa retorica a siti marginali, tra cui 4chan e Gab, prima di vederla diffondersi su piattaforme come X. Sudhakar ha detto che l’ostilità spesso si intensifica quando persone di origine indiana o indù acquisiscono visibilità. La ricerca di Chopra, realizzata insieme ad altri autori per il Center for the Study of Organized Hate, ha rilevato che i discorsi d’odio anti-sud-asiatici su X sono stati superiori del 240% tra gennaio 2025 e giugno 2026 rispetto a gennaio 2024.
Chopra ha affermato che il dibattito sui visti H-1B è diventato un tema politico esplosivo e che l’odio online aumenta in corrispondenza di sviluppi o commenti riguardanti il programma. Secondo Chopra, i cittadini indiani rappresentano oltre il 70% dei titolari di visti H-1B.
I ricercatori e i sostenitori delle comunità segnalano inoltre messaggi razzisti in contesti politici. Un candidato repubblicano a una carica statale ha pubblicato un’immagine dei tifosi della squadra di football dell’Università del Texas, affermando che i social media mostravano quanti americani fossero stati «sostituiti dagli stranieri». In seguito, il Department of Homeland Security ha rimosso un post raffigurante un uomo sikh con un messaggio sui camionisti, dopo aver ricevuto critiche.
Dopo la notizia del presunto complotto contro il tempio, sono aumentati gli appelli agli americani di origine indiana e agli indù affinché si organizzino e facciano sentire la propria voce. Chopra ha affermato che la visibilità e il successo economico della comunità non si traducono necessariamente in un’influenza politica organizzata. Pushpita Prasad, della Coalition of Hindus of North America, ha detto che i templi non fungono sempre da luoghi di ritrovo regolari per la comunità, rendendo più difficile condividere informazioni e creare reti. Ha inoltre osservato che molti immigrati indiani vivono nell’incertezza riguardo al proprio status: secondo il Pew Research Center, due terzi della popolazione indiana negli Stati Uniti sono immigrati e quasi la metà di questi non ha ottenuto la cittadinanza.
Fonti: NPR News.