Martedì i seggi elettorali hanno aperto in tutti gli Stati Uniti per le elezioni di metà mandato del 2026. Oltre 58 milioni di americani avevano già votato in anticipo: un record per un’elezione di metà mandato. I democratici potrebbero conquistare il controllo della Camera dei rappresentanti e forse del Senato, un risultato che potrebbe complicare il resto del mandato del presidente Donald Trump.
In California, il Dipartimento di Giustizia ha inviato osservatori federali a Los Angeles, nel mezzo di una controversia relativa a circa 20.000 schede. L’amministrazione Trump sospetta che gli elettori a cui si riferiscono le schede non siano cittadini statunitensi e vuole che le schede vengano accantonate; la California ha contestato l’affidabilità dell’elenco. Lunedì la Corte Suprema ha respinto la richiesta di Washington. Il giorno seguente, una corte d’appello federale ha revocato, con un voto di 6 a 5, una restrizione che impediva al Dipartimento di Giustizia di minacciare i funzionari elettorali con un procedimento penale.
Il governo federale ha inoltre annunciato piani per dispiegare 1.000 osservatori in tutti i 50 Stati. In seguito a una contestazione legale, diversi agenti delle forze dell’ordine in uniforme sono stati rimossi dal dispiegamento. Gli osservatori rimasti dovranno indossare abiti civili, non portare distintivi né armi e non avranno l’autorità di effettuare arresti. La sindaca di Los Angeles, Karen Bass, ha definito il dispiegamento un tentativo di intimidire gli elettori, mentre il procuratore generale della California, Rob Bonta, ha dichiarato che gli osservatori dello Stato avrebbero monitorato la squadra federale. Il Dipartimento di Giustizia ha affermato che il suo obiettivo era garantire il rispetto delle leggi elettorali.
Sono stati segnalati problemi di voto in diverse contee del Mississippi, tra cui Jackson, Hinds e DeSoto. Nella contea di Jackson, alcune macchine per il voto erano fuori servizio e almeno un seggio ha avuto problemi di connessione a Internet. Un’elettice di Ocean Springs ha detto di aver aspettato 45 minuti perché le macchine non funzionavano e non erano disponibili schede cartacee; ha visto circa 25-30 persone lasciare la fila senza votare. Secondo quanto riferito, in altri seggi della contea di DeSoto le schede prestampate stavano per esaurirsi e uno ha aperto con un’ora di ritardo. L’ufficio del segretario di Stato del Mississippi ha confermato di aver ricevuto segnalazioni di aperture tardive, guasti temporanei alle macchine e difficoltà di accesso ai siti amministrativi.
Secondo la diretta, problemi tecnici hanno interessato anche i seggi elettorali di New York, Georgia e Florida. Nella contea di Westchester, a nord di New York City, gli scanner delle schede hanno inizialmente respinto i voti a causa di un errore di programmazione. Gli elettori hanno continuato a votare su schede cartacee, collocate in sacchi sigillati in attesa dello scrutinio. Nel resoconto si affermava che le autorità elettorali non avevano segnalato frodi in relazione agli incidenti.
In Texas, gruppi studenteschi hanno aiutato gli elettori a orientarsi nella procedura. All’Università del Texas ad Austin, l’associazione Donuts + Democracy ha offerto agli studenti dolci e informazioni sui seggi elettorali. La fondatrice, Heather Haggarty, ha affermato che le norme per la registrazione e l’assenza in Texas della possibilità di registrarsi il giorno stesso del voto potevano rendere difficile votare per i giovani. Il resoconto ha inoltre descritto lunghe code nel campus, con un’attesa di circa 50 minuti in un seggio martedì mattina.
Il presidente della Camera Mike Johnson, di fronte alla prospettiva di una sconfitta repubblicana in quest’organo, ha inviato ai colleghi repubblicani un messaggio citando la Bibbia: «E, dopo aver fatto tutto, restate saldi». Diversi repubblicani si aspettano in privato che il loro partito perda la maggioranza, anche se Johnson ha dichiarato pubblicamente che resterà presidente della Camera.
Trump prevedeva di seguire i risultati dalla Casa Bianca insieme a un piccolo gruppo di consiglieri, alleati e funzionari dell’amministrazione. Secondo la CNN, la Casa Bianca e l’organizzazione politica MAGA Inc. avevano allestito operazioni separate per la notte elettorale. Trump sperava che i sondaggi si sbagliassero ed era convinto che la sua campagna avesse mantenuto i repubblicani competitivi, pur ammettendo in privato la possibilità di perdite significative.
I primi risultati erano attesi durante la notte, ma potrebbe volerci più tempo per stabilire chi controllerà il Congresso. Sono in palio tutti i 435 seggi della Camera e potrebbe essere necessario attendere diversi giorni per definire le competizioni più combattute, comprese alcune in California. La diretta ha osservato che nelle tre elezioni precedenti l’Associated Press aveva impiegato dai sette agli otto giorni per stabilire quale partito controllasse la Camera.
Fonti: Le Monde International.