I democratici del Michigan stanno lavorando per limitare i danni politici dopo che la rappresentante Haley Stevens ha inaspettatamente appoggiato il candidato repubblicano al Senato Mike Rogers, ex rivale e avversario di Abdul El-Sayed, pochi giorni prima delle elezioni. La mossa ha intensificato una lotta già aspra tra le fazioni progressista e centrista del partito, in una competizione che potrebbe contribuire a determinare il controllo del Senato.

Stevens ha perso le primarie democratiche per il Senato contro El-Sayed ad agosto, ottenendo il 48,5% dei voti. Il risultato è stato deciso da meno di 15.000 schede e ha richiesto un conteggio di 13 ore, evidenziando la sottile divisione tra le due correnti del partito. El-Sayed è entrato nelle elezioni generali con un lieve vantaggio su Rogers, ma il margine è rimasto entro l’intervallo di errore dei sondaggi.

L’annuncio ha suscitato forti reazioni tra i democratici. L’ex presidente della Camera Nancy Pelosi ha accusato Stevens di aver tradito pericolosamente l’assistenza sanitaria, le libertà e il futuro delle famiglie del Michigan, mentre il leader democratico al Senato Chuck Schumer ha definito l’appoggio un «tradimento spregevole». El-Sayed ha inoltre ricevuto il sostegno di importanti esponenti progressisti, tra cui Alexandria Ocasio-Cortez e Bernie Sanders, oltre all’appoggio di figure centriste.

La sua campagna prevede di organizzare lunedì sera a Detroit un evento improvvisato con un ospite a sorpresa, mentre gli esponenti del partito cercano di rafforzare il sostegno prima che gli elettori si rechino alle urne. Gli attivisti progressisti della città hanno inoltre cercato di mantenere l’attenzione sulle questioni economiche, anziché sulla decisione di Stevens.

James Johnson, direttore politico dell’organizzazione apartitica Detroit Action, ha dichiarato che l’organizzazione si concentrava sul miglioramento delle condizioni delle comunità di colore e dei residenti della classe lavoratrice. Ha sostenuto che alla fine gli elettori avrebbero scelto tra un candidato che rappresenta gli interessi finanziari e uno concentrato sui lavoratori.

La disputa tra Stevens ed El-Sayed ha inoltre messo in luce una profonda divergenza politica riguardo a Israele. Se eletto, El-Sayed diventerebbe il primo senatore musulmano nella storia degli Stati Uniti e probabilmente sarebbe tra i critici più decisi di Israele al Senato. Stevens, al contrario, ha ricevuto 30 milioni di dollari di sostegno dalla lobby filoisraeliana durante la sua campagna, una cifra descritta come record.

I repubblicani, compreso Donald Trump, hanno accolto con favore l’appoggio di Stevens. Trump ha elogiato la decisione sul suo social network e ha evidenziato la sua influenza tra le comunità nere ed ebraiche, due gruppi il cui sostegno potrebbe essere importante nella competizione in Michigan.

Stevens ha dichiarato di essere ancora democratica e di volere comunque che il partito vincesse altrove, ma di non poter sostenere la campagna di El-Sayed, che ha descritto come alimentata dalla rabbia. Intervenendo sulla CNN, non è riuscita a spiegare nei dettagli che cosa fosse cambiato tra sabato sera, quando secondo quanto riferito aveva detto che non avrebbe cambiato schieramento, e domenica mattina, quando ha appoggiato Rogers. Le conseguenze elettorali e politiche della decisione restano incerte.

Fonti: El País Internacional.