Secondo gli ultimi sondaggi del New York Times/Siena prima delle elezioni di metà mandato, i candidati democratici sono in testa in cinque dei sette Stati in cui la competizione è serrata e che potrebbero decidere il controllo del Senato degli Stati Uniti. Sono in vantaggio in Kansas, Maine, Ohio e Texas, e hanno un margine più ridotto in Alaska. Le rilevazioni hanno riscontrato un pareggio nella corsa in Iowa.
Per assumere il controllo del Senato, I Democratici dovrebbero mantenere tutti i seggi che occupano attualmente e conquistare almeno quattro seggi detenuti dai repubblicani. Il partito ha una strada in salita, perché molti dei suoi obiettivi si trovano in Stati tradizionalmente repubblicani. Ciononostante, i nuovi sondaggi hanno mostrato progressi dei democratici in sei dei sette Stati esaminati rispetto a settembre; l’Alaska è stata l’eccezione.
In Texas, il deputato democratico dell’assemblea statale James Talarico è in vantaggio sul procuratore generale repubblicano Ken Paxton con il 50% contro il 43% tra gli elettori considerati propensi a votare. Paxton ha anche il giudizio di favore più basso tra i candidati inclusi nei sondaggi: il 54% degli elettori propensi a votare lo considera sfavorevolmente, contro il 33% che lo giudica favorevolmente.
Nel Maine, l’ex senatore statale Troy Jackson è in vantaggio sulla senatrice repubblicana Susan Collins, che punta alla rielezione, con il 51% contro il 45%. Il sondaggio avverte che in passato le rilevazioni hanno sottostimato il consenso di Collins: prima della sua ultima elezione era in svantaggio nei sondaggi, ma ha vinto nettamente.
I democratici sono in vantaggio anche in Ohio, dove l’ex senatore Sherrod Brown guida sul senatore repubblicano Jon Husted con il 49% contro il 44%, e in Kansas, dove il pastore Adam Hamilton è in vantaggio sul senatore repubblicano Roger Marshall con lo stesso margine. In Iowa, il deputato dell’assemblea statale Josh Turek è statisticamente alla pari con la deputata repubblicana Ashley Hinson.
In Michigan, l’unico tra i principali Stati in bilico per il Senato esaminati in cui i democratici detengono già il seggio, Abdul El-Sayed è in vantaggio di 11 punti sull’ex deputato repubblicano Mike Rogers. Il sondaggio, tuttavia, è stato condotto prima che una disputa pubblica tra democratici si inasprisse. La rivale alle primarie Haley Stevens ha appoggiato Rogers domenica: una mossa descritta nel resoconto di fonte come un’insolita alleanza trasversale ai partiti, che ha riacceso le speranze dei repubblicani.
I sondaggi indicano che l’insoddisfazione nei confronti di Trump e della sua gestione dell’economia sono fattori che penalizzano I Repubblicani. Nei sette Stati, il 38% degli elettori propensi a votare approvava l’operato del presidente. Nel complesso, i democratici avevano un vantaggio di nove punti sul costo della vita ed erano in testa su questo tema in ciascuno degli Stati esaminati. Gli elettori hanno inoltre dichiarato che i democratici farebbero un lavoro migliore nell’affrontare il costo della vita e le guerre all’estero, e nel tutelare gli interessi della gente comune.
I candidati democratici erano in vantaggio sugli elettori indipendenti in tutti gli Stati inclusi nei sondaggi. Il loro miglioramento è stato collegato anche a un maggiore sostegno tra i giovani e gli elettori latini, mentre i repubblicani sembravano più deboli tra gli elettori bianchi della classe lavoratrice. Nei sette Stati, i candidati repubblicani al Senato hanno ottenuto circa un quarto dei voti degli elettori giovani e latini e il 56% tra gli elettori bianchi senza una laurea.
I risultati dei sondaggi hanno evidenziato anche potenziali rischi per i democratici: alcuni elettori erano ancora indecisi e, tra coloro che hanno dichiarato di aver preso una decisione nell’ultimo mese, i repubblicani erano in vantaggio di nove punti. Il resoconto rileva inoltre che è stato difficile raggiungere gli elettori bianchi della classe lavoratrice nei sondaggi e che gli errori delle rilevazioni sono stati storicamente più ampi tra questo gruppo.
I sondaggi sono stati condotti telefonicamente dal 23 ottobre al 1° novembre 2026, su 610 elettori propensi a votare in Alaska, 705 in Iowa, 714 nel Maine, 717 in Ohio, 736 in Kansas, 1.011 in Michigan e 1.215 in Texas. Il margine di errore di campionamento indicato andava da 4,8 punti percentuali in Alaska a 3,3 punti in Texas; per i sette Stati considerati nel loro insieme era di 1,5 punti.
Fonti: Folha Mundo.