Un'indagine parlamentare ha concluso che il Regno Unito sta improvvisando la sua politica verso la Cina, rischiando uno scenario in cui la sua direzione strategica venga dettata da Washington o Pechino. La commissione selezionata per gli affari, l'innovazione, la scienza e il commercio della Camera dei Comuni ha scoperto che l'incapacità del governo laburista di stabilire una strategia coerente dal suo insediamento nel 2024 ha creato una situazione che combina il peggio di entrambi i mondi per gli interessi britannici.
Liam Byrne, deputato laburista e presidente della commissione, ha avvertito che questo approccio ad hoc non solo sta fallendo nel fornire opportunità commerciali, ma lascia anche il Regno Unito esposto a rischi non quantificabili. La relazione evidenzia come l'incapacità del governo di fornire chiarezza impedisca alle imprese di pianificare il futuro, risultando in opportunità perse e decisioni spesso rimandate all'ultimo minuto. Byrne ha inoltre messo in guardia sul fatto che questa incoerenza potrebbe compromettere le relazioni commerciali con l'Unione europea, potenzialmente tagliando fuori le aziende britanniche da importanti contratti manifatturieri.
La relazione nota una mancanza di coinvolgimento tra le due nazioni durata un decennio, con la visita ufficiale del Primo Ministro Keir Starmer a gennaio che segna la prima dal viaggio di Theresa May nel 2018. Sebbene quella visita mirasse a porre fine a un'era glaciale diplomatica, la Cina ha da allora sperimentato un boom delle esportazioni che alimenta timori di deindustrializzazione nel Regno Unito, aggravando le preoccupazioni esistenti riguardanti lo spionaggio cibernetico e la sicurezza nazionale. Nonostante questi rischi, i deputati hanno riconosciuto che le imprese britanniche mantengono operazioni redditizie in Cina e cercano di apprendere dalle sue innovazioni all'avanguardia mondiale, mentre i consumatori beneficiano di importazioni a basso costo come i Veicoli elettrici.
Come prove dell'approccio difettoso sono stati citati casi specifici di reattività governativa. La commissione ha fatto riferimento alla decisione di marzo di bloccare Ming Yang dalla costruzione di un impianto eolico da 1,5 miliardi di sterline in Scozia dopo anni di negoziazioni a causa di rischi per la sicurezza non specificati. Inoltre, l'acquisizione d'emergenza di British Steel dai suoi proprietari cinesi è stata caratterizzata da incoerenza e opacità. In risposta, il Primo Ministro scozzese John Swinney ha chiesto alle autorità di riconsiderare la decisione riguardante il parco eolico.
Per affrontare queste sfide, la commissione raccomanda una nuova strategia che includa regole chiare, tra cui una "zona rossa" per le industrie vietate agli investimenti cinesi e una "zona verde" dove il commercio è incoraggiato. La relazione esorta il Regno Unito a preparare nuovi rimedi commerciali contro la concorrenza sleale, come potenziali dazi sui veicoli elettrici, allineandosi con i partner europei che stanno agendo più rapidamente su queste questioni. Byrne ha sottolineato che l'Europa sta cambiando rapidamente, proponendo nuove protezioni commerciali che potrebbero intrappolare la Gran Bretagna fuori dalle mura commerciali dell'UE se il Regno Unito non considera un allineamento dinamico.
L'urgenza della situazione è sottolineata dalla traiettoria economica della Cina, che è in linea per superare il record dello scorso anno di 1,19 trilioni di dollari di surplus commerciale. L'ultimo piano quinquennale della Cina per il periodo 2026-2030 dà priorità all'espansione strategica delle esportazioni verdi ad alto valore, tra cui batterie, turbine eoliche, idrogeno e pannelli solari. Sebbene il Segretario di Stato per gli Affari Jonathan Reynolds abbia dichiarato che prenderà decisioni nell'interesse migliore del Regno Unito, la relazione avverte che partner come l'UE stanno già imponendo dazi e considerando meccanismi per bloccare le importazioni se la Cina strumentalizza il commercio.
Fonti: The Guardian World.