Secondo i calcoli della newsletter femminista Les Glorieuses, che traccia questa data annualmente dal 2016, le donne in Francia inizieranno a lavorare "gratis" giovedì 19 novembre alle 10:51. Questa data simbolica segna il punto in cui le donne avrebbero guadagnato l'equivalente del loro reddito annuale attuale se fossero state pagate allo stesso tasso orario medio degli uomini.

La newsletter cita i dati Eurostat del 2024, le cifre più recenti disponibili, indicando che le donne in Francia guadagnano in media l'11,8% in meno rispetto agli uomini. Questo divario è leggermente superiore alla disparità dell'11,1% registrata nell'Unione Europea. I dati mostrano una graduale riduzione di questa disuguaglianza dal 2018, quando il divario era del 16,7%, sceso al 12,3% nel 2023.

Rebecca Amsellem, fondatrice di Les Glorieuses, ha riconosciuto all'AFP che, sebbene la tendenza stia andando nella direzione giusta, concentrarsi esclusivamente sullo stipendio non è sufficiente per comprendere le disuguaglianze economiche un decennio dopo l'avvio della campagna. Ha sottolineato che un divario salariale rappresenta un divario di libertà, notando che le donne spesso rinunciano a progetti e investimenti a causa della mancanza di mezzi finanziari.

Per affrontare queste disparità, Les Glorieuses sta chiedendo misure specifiche, tra cui subordinare l'accesso delle imprese ai mercati pubblici e ai sussidi al rispetto degli standard di parità salariale. Amsellem sostiene che questo costerebbe allo stato zero euro aggiuntivi. L'organizzazione sostiene anche la rivalutazione delle professioni a predominanza femminile nell'assistenza e nell'istruzione, descritte come essenziali per la coesione sociale.

Ulteriori raccomandazioni includono l'attuazione di un congedo post-parto interamente retribuito equivalente al congedo di maternità per entrambi i genitori, una misura dimostratasi efficace in Portogallo e Spagna. Inoltre, la newsletter sollecita la trasposizione della direttiva europea del 2023 sulla trasparenza salariale. Una legge relativa a questa direttiva è stata presentata al Consiglio dei Ministri nel settembre con l'obiettivo dichiarato di ridurre i divari retributivi tra uomini e donne.

Fonti: Le Figaro.