Helena Roseta, architetta ed ex membro dell’Assemblea costituente portoghese, partecipa regolarmente alle assemblee popolari in Praça D. Pedro IV, a Lisbona. Descrive gli accampamenti per il diritto alla casa come «manifestazioni di intelligenza collettiva» che prendono forma attraverso la partecipazione e il dibattito.

Roseta ha affermato che gli incontri riuniscono persone con provenienze diverse, tra cui quello che ha definito «un ceto medio sotto pressione» e giovani politicamente impegnati, esigenti e in cerca di un cambiamento urgente. Ha aggiunto che molti partecipanti non avevano mai preso parte a una manifestazione, mentre altri si avvicinavano alla politica per la prima volta.

Ha respinto l’idea che il movimento sia guidato da partiti di sinistra, dicendo che alcuni partecipanti non hanno trovato un modo per prendere parte alla vita politica attraverso le organizzazioni esistenti. Roseta ha esortato i membri del governo a partecipare alle proteste e ad ascoltare i manifestanti, sostenendo che il governo ha interpretato male ciò che sta accadendo.

L’ex parlamentare ha anche affermato che il presidente António José Seguro ha un ruolo centrale in un periodo di tensione sociale, anche utilizzando la propria influenza per promuovere il dialogo. Ha elogiato la presidenza per aver dichiarato di voler ascoltare chi protesta per il diritto alla casa. Roseta, intanto, ha chiesto che il ministro dell’Interno venga sostituito, criticando il modo in cui ha gestito la situazione.

Roseta ha affermato che il diritto di manifestare e il diritto alla casa sono tutelati dalla Costituzione, che ha contribuito a redigere. Ha citato la disposizione secondo cui lo Stato dovrebbe istituire un sistema di affitti compatibile con il reddito delle famiglie e si è chiesta se le misure attuali affrontino la pressione immediata sulle famiglie.

Ha criticato una proposta di legge sugli affitti urbani, che aveva superato il primo voto parlamentare con il sostegno di PSD e CDS-PP e l’astensione di Chega. Roseta ha sostenuto che sia in contrasto con la Costituzione, affermando che potrebbe consentire ulteriori aumenti degli affitti e accelerare gli sfratti.

Roseta ha descritto il movimento come una forza sociale emergente, caratterizzata dall’indignazione e dalla rabbia, ma anche dall’impegno a organizzarsi al di fuori del modello tradizionale dei partiti. Ha definito questo fenomeno una forma di innovazione democratica e ha affermato che la società deve imparare a sviluppare una leadership condivisa, invece di affidarsi alle consuete strutture dall’alto verso il basso.

Fonti: Observador.