Il governo portoghese è al centro delle critiche per la risposta della polizia alle recenti manifestazioni a sostegno del diritto alla casa. Durante una discussione di Explicador 360, il deputato socialista Pedro Delgado Alves ha accusato l’esecutivo di mettere la Polícia de Segurança Pública (PSP) in una posizione insostenibile, cercando di rimuovere le tende delle proteste e di limitare le manifestazioni senza spiegare chiaramente la propria politica.
Alves ha sostenuto che la legislazione del 1974 che disciplina le manifestazioni è stata generalmente interpretata in conformità con la Costituzione, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e le indicazioni della Procura generale. A suo avviso, il recente cambiamento nel trattamento delle tende e degli orari delle proteste rappresenta un allontanamento dalla prassi consolidata, piuttosto che il risultato di un problema giuridico che debba necessariamente essere risolto dal Parlamento.
Il deputato socialista ha inoltre messo in discussione la proporzionalità degli interventi della polizia. Ha affermato che le manifestazioni non avevano occupato permanentemente lo spazio pubblico in modo da impedire ad altri di utilizzarlo, facendo riferimento alla situazione nella Praça Dom Pedro IV di Lisbona, dove, secondo lui, la protesta occupava solo una parte dell’area centrale. Ha descritto l’uso della forza per rimuovere le tende e disperdere i manifestanti come l’aspetto più preoccupante degli eventi, avvertendo che ciò potrebbe compromettere la fiducia dell’opinione pubblica nel diritto di manifestare.
Carlos Bastos Leitão, sovrintendente della PSP, ha concordato sul fatto che la legislazione presenta carenze significative e che la sua interpretazione è variata nel tempo. Ha affermato che la polizia è condizionata da questa incertezza, poiché deve applicare le regole in un contesto in cui la posizione pubblica del governo sembra oscillare tra la negoziazione, le richieste di rimuovere le tende e altre restrizioni.
Leitão ha affermato che, nel caso discusso, la polizia sembrava cercare un compromesso chiedendo la rimozione delle tende, pur mantenendo un certo grado di tolleranza. Ha tuttavia sostenuto che un simile approccio può creare incertezza e incoerenza nelle decisioni della polizia. Ha inoltre dichiarato che durante le manifestazioni di Lisbona erano stati lanciati oggetti contro gli agenti e ha affermato che la reazione di alcuni manifestanti andava oltre ciò che lui considererebbe una protesta pacifica.
Alves ha respinto l’idea che la polizia debba avere un’ampia discrezionalità per decidere, caso per caso, se le tende possano far parte di una manifestazione. Ha sottolineato che il diritto costituzionale di manifestare non dipende da un’autorizzazione preventiva. Le restrizioni, ha detto, possono essere necessarie quando sono coinvolti altri diritti o altri usi dello spazio pubblico, ma devono essere bilanciate con il diritto di riunione, anziché essere trattate come un’autorizzazione amministrativa.
Come esempio, Alves ha fatto riferimento ai mercatini di Natale previsti al Rossio, sostenendo che la loro installazione potrebbe rendere necessario coordinare l’uso della piazza con una futura manifestazione. Ha insistito, tuttavia, sul fatto che ciò non significherebbe che una protesta richieda l’autorizzazione delle autorità politiche o amministrative.
Il dibattito si è concentrato anche sulla questione se la recente azione della polizia rifletta istruzioni politiche del governo. Alves ha affermato che le dichiarazioni pubbliche del ministro dell’Interno, compresi gli appelli a porre fine agli accampamenti, suggerivano che la PSP venisse usata come scudo per una decisione politica volta a ridurre l’intensità delle proteste o a modificarne il formato. Ha sostenuto che ciò metteva la polizia in una posizione che non avrebbe dovuto occupare.
Anche Leitão ha affermato che la comunicazione del governo era stata carente e che gli agenti di polizia venivano lasciati a gestirne le conseguenze sul campo. La discussione si è conclusa lasciando la questione ancora irrisolta: mentre Alves considerava i recenti interventi un tentativo politico di limitare le manifestazioni, Leitão ha sottolineato l’incertezza operativa creata da messaggi mutevoli e da interpretazioni contrastanti della legge.
Fonti: Observador.