Lunedì, vittime, familiari e parenti delle persone decedute hanno partecipato all’udienza di Jacques Moretti a Sion in numero maggiore del solito. Nel corso del procedimento, diversi hanno espresso rabbia, contestando alcune dichiarazioni del proprietario del bar. L’udienza è stata inoltre criticata per l’assenza di sua moglie, Jessica Moretti, e per quella che le parti civili hanno descritto come un’indagine lenta.
Jessica Moretti, comproprietaria del bar Constellation di Crans-Montana, non è stata convocata. I procuratori hanno deciso di non chiamarla a comparire dopo che una psicologa aveva messo in guardia dai rischi di un confronto diretto con il marito, in detenzione preventiva da metà agosto per presunte violenze nei suoi confronti. L’avvocato delle parti civili Didier Elsig ha detto che la sua assenza «sciocca profondamente» le famiglie.
Il sopravvissuto Bachar Fleury, 18 anni, che ha riportato ustioni sul 40% del corpo, ha detto che la sua assenza e i tempi dell’indagine gli avevano suscitato rabbia e frustrazione. Un’altra sopravvissuta, Mélanie Van De Velde Azzi, 33 anni, ha partecipato nonostante le gravi ustioni al volto. «Dobbiamo far sentire la nostra voce ed essere qui insieme», ha detto.
Durante l’udienza, alcune vittime e alcuni familiari sono intervenuti per contestare le dichiarazioni di Moretti. Sebbene normalmente soltanto gli avvocati possano rivolgersi al tribunale, il procuratore ha autorizzato alcune famiglie a rispondere, secondo una fonte vicina al caso citata nel reportage.
Gli avvocati sia delle parti civili sia di Moretti hanno inoltre criticato quella che hanno definito inerzia procedurale, affermando che la discussione di lunedì sui lavori di ristrutturazione e sui permessi si era già svolta diversi mesi prima. L’avvocato Christophe de Galembert ha descritto l’udienza come piuttosto disorganica, con incongruenze su diversi temi, tra cui la schiuma fonoassorbente e le fatture.
Secondo una fonte vicina al caso, quando gli è stato chiesto dei permessi per i lavori di ristrutturazione, Moretti ha attribuito la responsabilità all’ex proprietario del bar Julien Beytrison, dicendo che spettava a Beytrison e che si fidava di lui. La fonte ha aggiunto che Moretti si è rifiutato di rispondere alle domande sulle accuse di riciclaggio di denaro.
L’indagine si concentra in larga misura sui lavori eseguiti nel seminterrato del bar nel 2015, sui permessi di esercizio e sulle misure di sicurezza. Gli investigatori stanno esaminando anche le uscite di emergenza, alcune delle quali sarebbero state chiuse a chiave la notte dell’incendio, e la schiuma fonoassorbente del soffitto, che, a quanto riferito, ha preso fuoco rapidamente dopo essere entrata in contatto con le stelline pirotecniche.
L’avvocato di Moretti, Patrick Michod, ha detto che il suo cliente era stato interrogato per la sesta volta e aveva risposto a oltre 650 domande dall’inizio dell’indagine, sostenendo che avesse collaborato più di chiunque altro. L’avvocata delle parti civili Lida Lavi ha replicato che aveva risposto davvero soltanto a una decina di domande.
L’indagine penale riguarda anche altre 15 persone: otto funzionari comunali in carica o ex funzionari, tra cui il presidente di Crans-Montana Nicolas Féraud, e sette dipendenti comunali in carica o ex dipendenti. Tutti sono perseguiti per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Poco dopo l’incendio, i funzionari comunali hanno riconosciuto che il bar non era stato sottoposto a un’ispezione di sicurezza né a un controllo del rischio d’incendio dal 2019.
Michod ha detto che anche i funzionari comunali e gli ex responsabili della sicurezza dovrebbero essere interrogati. Ha sostenuto che nel 2027 l’indagine dovrebbe concentrarsi su di loro, invece di proseguire con quelle che ha definito lunghe udienze riguardanti i Moretti. Lui e gli avvocati delle parti civili hanno affermato che l’udienza di lunedì non ha fatto progredire l’indagine.
Fonti: Le Figaro.