La rete ferroviaria ad Alta Velocità Spagnola sta attraversando una crisi di fiducia dopo il recente incidente di Urda, con la sicurezza e i finanziamenti per le infrastrutture che emergono come temi in vista delle elezioni generali previste per il 29 novembre. Il dibattito ha inoltre riaperto le questioni relative all’incidente di Angrois del 2013 e all’adeguatezza degli investimenti destinati alla manutenzione dell’estesa rete ferroviaria spagnola.

L’articolo riferisce che quest’anno sono morte 115 persone mentre viaggiavano su treni ad alta velocità. Ricorda inoltre il disastro di Angrois, in cui 80 persone sono morte e 150 sono rimaste ferite dopo che un treno Alvia è deragliato nel luglio 2013. Il treno viaggiava a 190 km/h su una curva con un limite di 80 km/h. Il sistema automatico di frenata ERTMS non era in funzione; secondo l’articolo, era stato disattivato su richiesta di Renfe e con l’autorizzazione di Adif, dopo che problemi tecnici avevano causato ritardi.

L’incidente di Urda ha suscitato nuove domande sulle responsabilità e sulla fiducia nel sistema. Il primo ministro Pedro Sánchez ha affermato che ripristinare la fiducia del pubblico è una priorità, mentre il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha ipotizzato la chiusura della linea Madrid–Barcellona per un massimo di due anni, al fine di effettuare una verifica della sicurezza. Il presidente catalano Salvador Illa ha dichiarato di non ritenere necessaria una sospensione del genere.

L’articolo colloca queste preoccupazioni nel contesto di un problema di finanziamento di più lungo periodo. La Spagna ha costruito una rete ad alta velocità di circa 4.000 chilometri, la più estesa d’Europa, e ne sta realizzando altri 700 chilometri, con ulteriori 700 già pianificati. Gli investimenti nelle grandi infrastrutture sono stati particolarmente elevati tra il 1985 e il 2008, ma sono diminuiti drasticamente dopo la crisi finanziaria. Un rapporto del 2020 dell’Autorità indipendente per la responsabilità fiscale spagnola ha segnalato uno squilibrio tra investimenti e manutenzione. Uno studio successivo degli economisti dei trasporti Anna Matas e José Manuel Vassallo è giunto a conclusioni analoghe.

La carenza di manutenzione è particolarmente evidente sulle strade: l’articolo afferma che le amministrazioni pubbliche spendono meno del 55% di quanto è considerato necessario, lasciando un disavanzo annuo stimato di 2 miliardi di euro. La manutenzione ferroviaria è più difficile da quantificare, ma anche le fonti tecniche citate nell’articolo considerano insufficienti i finanziamenti.

La liberalizzazione del trasporto ferroviario ha aumentato notevolmente il numero di passeggeri e ridotto le tariffe, mentre la qualità del servizio è peggiorata. Sulle tratte più frequentate ora competono Renfe, Iryo e Ouigo. Secondo gli ultimi dati della Commissione nazionale spagnola per i mercati e la concorrenza citati nell’articolo, nel 2025 i servizi ferroviari commerciali ad alta velocità hanno trasportato 44,5 milioni di passeggeri, il doppio rispetto al 2019, mentre dopo la liberalizzazione le tariffe sono diminuite di oltre il 40%. Nel frattempo, tra il 2020 e il 2025, la soddisfazione dei passeggeri è calata di 22 punti.

L’articolo sostiene che nel dibattito elettorale si discuterà se la Spagna possa mantenere le proprie infrastrutture in modo più efficace pagando meno tasse e da dove potrebbero provenire i finanziamenti necessari.

Fonti: La Vanguardia.