Il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato un nuovo decreto reale volto a modernizzare la regolamentazione della prestazione di cura per i genitori di bambini con gravi malattie, comunemente nota come 'cume'. Questa disposizione consente a uno dei genitori di ridurre il proprio orario di lavoro di almeno il 50% ricevendo allo stesso tempo lo stipendio completo. La riforma affronta le precedenti lacune normative che non erano allineate con le attuali realtà assistenziali, estendendo specificamente l'idoneità per includere patologie precedentemente escluse, come l'autismo grave e la sindrome neurosviluppo Poirier-Bienvenu. Inoltre, il decreto stabilisce un percorso normativo per aggiornare questa lista di condizioni in modo più agile in futuro.

Un cambiamento significativo introdotto dalla nuova regolamentazione riguarda i periodi di rinnovo della prestazione. In precedenza, il diritto era riconosciuto per un mese iniziale, rinnovabile una volta per due mesi e successivamente ogni quattro mesi. Secondo le nuove regole, il periodo di riconoscimento iniziale è esteso a quattro mesi, con un primo rinnovo possibile per sei mesi, seguito da rinnovi ogni otto mesi. Questo aggiustamento mira a ridurre l'onere burocratico sulle famiglie che devono presentare relazioni durante ciascuna procedura. Il Ministero dell'Inclusione, della Sicurezza Sociale e delle Migrazioni ha notato che oltre 19.753 lavoratori nel settore privato beneficiano attualmente di questa disposizione, gestita principalmente da compagnie assicurative mutualistiche che collaborano con la Sicurezza Sociale.

Il decreto chiarisce inoltre i requisiti relativi all'ospedalizzazione. In precedenza, la regolamentazione richiedeva esplicitamente l'ospedalizzazione dei minori per qualificarsi, lasciando le 'situazioni assimilate'—casi gravi che non richiedono il ricovero—poco protette e spesso portando a dispute legali. Il nuovo testo elimina la necessità di un classico degenza ospedaliera prolungata, consentendo alle famiglie di dimostrare la propria situazione attraverso relazioni dei servizi sanitari pubblici, sia emesse da medici di medicina generale che da specialisti. Questo cambiamento affronta le preoccupazioni sollevate durante l'estate quando una versione preliminare limitava tali rapporti agli specialisti solo, allarmando le famiglie a causa delle lunghe liste d'attesa nel sistema.

Nonostante questi miglioramenti, la riforma introduce un nuovo meccanismo di ispezione che ha generato preoccupazione tra i gruppi di advocacy. La regolamentazione impone che 24 mesi dopo il riconoscimento iniziale della prestazione e ogni due anni successivamente, venga emessa una relazione vincolante dall'ispezione del Servizio Sanitario Pubblico. Questa relazione verificherà se la malattia persiste e se permane la necessità di cure dirette, continue e permanenti. Ainhoa Urones, vicepresidente dell'associazione Asfacume, ha criticato questa misura, sostenendo che pone un'eccessiva sorveglianza sulle famiglie e distoglie l'attenzione dalla necessità di regolamentare più rigorosamente le azioni delle compagnie assicurative mutualistiche.

Le nuove regole forniscono inoltre maggiore chiarezza sugli scenari di convivenza. Se entrambi i genitori sono affetti da una grave malattia, il sussidio può essere riconosciuto per entrambi. Nei casi in cui i genitori vivono insieme, possono alternarsi nel ricevere la prestazione per periodi non inferiori a 15 giorni, ricevendo ciascuno il 50% del proprio stipendio. Per i genitori divorziati con affidamento condiviso, la prestazione sarà ricevuta alternativamente in conformità con il regime di convivenza. Inoltre, il Ministero prevede di sviluppare una guida tecnica per supportare la valutazione e l'accreditamento dei bisogni di cura, mirando a garantire un'applicazione omogenea su tutto il territorio nazionale e ridurre le divergenze interpretative tra i professionisti sanitari e gli enti gestori.

Fonti: El País Portada.