Le donne che lavorano in team in cui gli uomini costituiscono i tre quarti o più del gruppo dichiarano un minor agio nell'ammettere un errore professionale e una minore fiducia che l'esperienza porti ad apprendimento, secondo uno studio guidato dalla London School of Economics e pubblicato su Frontiers in Organizational Psychology. Nei luoghi di lavoro in cui le donne sono la maggioranza, questa sfiducia scompare, ha affermato Grace Lordan, autrice principale dello studio.
Il team di ricerca ha intervistato più di 1.400 professionisti del settore finanziario di Londra, l'81% dei quali erano donne. Lo studio ha individuato due schemi costanti: essere una donna in un ambiente a prevalenza maschile era associato a una percezione più negativa degli errori, mentre gli uomini riportavano una visione più positiva dei fallimenti in tutte le dimensioni analizzate.
Le donne hanno dichiarato di sentirsi meno a loro agio nell'ammettere errori ed erano meno inclini a considerarli opportunità di apprendimento. Secondo la ricerca, queste differenze diventano più pronunciate man mano che aumenta la rappresentanza maschile sul luogo di lavoro. Nei team in cui più di tre quarti dei membri erano uomini, le donne hanno riportato livelli di agio inferiori rispetto agli uomini nelle stesse condizioni ed erano meno propense a vedere gli errori come opportunità di apprendimento.
In ambienti con una bassa proporzione di uomini, le opinioni delle donne erano tanto positive quanto quelle degli uomini, o leggermente più positive. Le percezioni degli uomini, al contrario, variavano poco indipendentemente dalla composizione del luogo di lavoro.
Lo studio non ha rilevato differenze di genere nelle aspettative di sanzioni formali: sia gli uomini sia le donne ritenevano che avrebbero affrontato le stesse conseguenze formali per un errore equivalente. Il fatto che le donne si sentissero più a disagio e meno fiduciose di poter imparare dai propri errori, pur aspettandosi le stesse punizioni formali degli uomini, suggeriva che la differenza di genere fosse psicologica, secondo la ricerca. Le donne si sentivano più vulnerabili sul piano della reputazione informale e temevano che ammettere un errore potesse sollevare dubbi sulla loro competenza o creare stigma impliciti che incidessero sul loro status professionale. Lordan ha affermato che le donne temevano di essere viste come meno competenti e che l'errore sarebbe stato usato contro di loro in modi non scritti.
Lo studio avvertiva che una mancanza di sicurezza psicologica tra le donne in luoghi di lavoro a prevalenza maschile può avere conseguenze negative per l'intera organizzazione. Lordan ha affermato che imparare dagli errori è la base dell'innovazione e che, se le donne si sentono meno libere di ammettere errori, l'organizzazione perde non solo fiducia ma anche insegnamenti preziosi.
Per sostenere i dipendenti e ridurre la percezione negativa degli errori, lo studio suggeriva che i leader di team, in particolare gli uomini che gestiscono gruppi a maggioranza maschile, contribuissero a cambiare l'ambiente di lavoro dimostrando trasparenza sui propri errori. Raccomandava inoltre che le aziende creassero reti di mentoring e spazi di supporto in cui le donne potessero discutere dei fallimenti professionali con sicurezza e senza timore di giudizio.
Fonti: G1.