Il Tribunale amministrativo di Lisbona ha autorizzato Renata Cambra a restare a Rossio con una tenda fino al 24 novembre, stabilendo che il suo diritto a manifestare non può essere limitato automaticamente da una norma che vieta le manifestazioni dopo le 00:30. La decisione riguarda soltanto il caso di Cambra e lascia incerto come la polizia debba intervenire quando altri manifestanti montano tende.
Il tribunale ha ritenuto che, in questo caso, la norma sull’orario limite, interpretata nel senso che ogni manifestazione diventa illegale dopo le 00:30, fosse incostituzionale. Ha affermato che le restrizioni al diritto fondamentale di manifestare richiedono una valutazione delle circostanze e che una veglia notturna silenziosa può essere compatibile con il diritto dei residenti al riposo.
Cambra deve rispettare condizioni volte a tutelare la sicurezza pubblica e l’accessibilità. Tra queste vi sono mantenere liberi i percorsi pedonali e gli accessi per i mezzi di soccorso, garantire condizioni igieniche, evitare rumori tra mezzanotte e le 6:30 e non accendere fuochi né usare articoli pirotecnici o materiali infiammabili. Il tribunale ha inoltre dichiarato che deve collaborare con le autorità. La PSP e la Polizia municipale di Lisbona sono responsabili del controllo del rispetto delle condizioni, compresa l’ubicazione della tenda.
La sentenza non riconosce ai manifestanti un diritto generale ad accamparsi negli spazi pubblici. Il tribunale ha precisato più volte che la decisione si applica a Cambra e ha affermato che non istituisce un diritto permanente a montare tende né un «assegno in bianco» per i manifestanti. Il suo avvocato ha sostenuto che anche altri manifestanti dovrebbero beneficiare delle stesse tutele e ha dichiarato che si potrebbe presentare un ricorso analogo per conto di 200 persone. Tuttavia, un altro giudice non sarebbe tenuto a giungere alla stessa conclusione.
Il tribunale ha inoltre stabilito che Cambra dovrà spostarsi in un’altra località quando si terrà il mercatino di Natale a Rossio. Non ha specificato dove dovrà proseguire la sua protesta.
Poiché il giudice ha ritenuto incostituzionale l’interpretazione della norma sull’orario limite adottata dalla polizia, la Procura è tenuta a impugnare la decisione davanti alla Corte costituzionale. Solo quest’ultima può dichiarare incostituzionale una disposizione con efficacia generale. Fino ad allora, la conclusione si applica al caso di Cambra a Lisbona, non ai manifestanti di altri luoghi né alla protesta nel suo complesso.
La decisione afferma inoltre che, in questo contesto, i manifestanti devono rispettare la legge che vieta di coprirsi il volto in pubblico. La sentenza ha lasciato manifestanti e autorità con interpretazioni diverse su chi rientri nel suo ambito, mentre la polizia resta responsabile di far rispettare le condizioni specifiche.
Fonti: Observador.