Un collettivo composto da eletti di sinistra, nonché da organizzazioni associative e sindacali, ha formalmente richiesto l'eliminazione di un meccanismo governativo progettato per mobilitare i risparmi regolamentati per la costruzione di nuovi reattori nucleari. Il gruppo teme che questa iniziativa indebolisca le risorse finanziarie disponibili per i progetti di edilizia sociale. Durante una conferenza stampa tenutasi lunedì all'Assemblea Nazionale, il deputato LFI Maxime Laisney ha denunciato il piano come un "assegno in bianco esorbitante". Gli organizzatori hanno presentato una petizione che, secondo loro, ha raccolto quasi 150 firme a sostegno della loro richiesta.

Secondo il bilancio proposto dal governo per il 2027, fino al 60% dei costi di costruzione di sei nuovi reattori EPR2 sarebbe finanziato attraverso un prestito garantito dai risparmi regolamentati francesi, inclusi quelli detenuti nei conti Livret A. Questa mobilitazione è limitata a 60 miliardi di euro. Lo Stato garantirebbe il rimborso e coprirebbe i costi degli interessi durante la fase di costruzione, assicurando successivamente un tasso fisso del 3% per una sussidiaria di EDF durante il periodo operativo. Sia il Livret A che il libretto di risparmio per lo sviluppo sostenibile e la solidarietà (LDDS) sono classificati come prodotti di risparmio regolamentato che offrono l'1,7% ai depositanti. Questi conti detengono centinaia di miliardi di euro, con una parte centralizzata nel Fondo Risparmi della Caisse des dépôts, attualmente utilizzato per finanziare l'edilizia sociale.

La coalizione sostiene che distogliere questi fondi verso l'energia nucleare senza una previa consultazione ne mina lo scopo sociale e riduce i margini disponibili per accelerare la costruzione e la ristrutturazione di case accessibili. Dominique Plihon di Attac ha criticato la "decisione unilaterale" dell'esecutivo come una violazione delle regole democratiche, notando che, sebbene il governo avesse assicurato a marzo che il finanziamento dell'edilizia sociale sarebbe rimasto una priorità, questo necessario dibattito non si è tenuto. La disposizione chiave del piano, l'articolo 69 riguardante le garanzie statali, è programmata per essere esaminata dalla commissione finanziaria mercoledì. Laisney ha espresso preoccupazione che il governo possa invocare l'articolo 49.3 per approvare il bilancio senza una votazione. Rappresentanti di Attac, France Nature Environnement, Sud PTT e del sindacato CGT del gruppo Caisse des dépôts si sono uniti ai legislatori di LFI, dei Verdi e del Partito Comunista all'evento. Degno di nota è il senatore comunista Fabien Gay, che sostiene i sei reattori EPR2, ma si oppone al loro finanziamento attraverso i risparmi del Livret A.

Fonti: Le Figaro.