Una vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato statunitensi di martedì potrebbe intensificare il controllo sull’amministrazione di Donald Trump in merito alle questioni che riguardano il Brasile, tra cui i dazi commerciali, le sanzioni e le attività degli Stati Uniti in America Latina. Secondo gli analisti, un cambiamento nel controllo del Congresso potrebbe aprire la strada a indagini, ma non cambierebbe necessariamente la politica del presidente nei confronti del Brasile.

Di recente, i parlamentari democratici hanno chiesto al Dipartimento di Stato chiarimenti sull’approccio dell’amministrazione nei confronti del Brasile. A settembre, 31 membri del Congresso hanno esortato l’amministrazione Trump a non interferire nelle elezioni brasiliane e a riconoscerne il risultato. Il 30 ottobre, altri 25 rappresentanti hanno chiesto spiegazioni sul ruolo del governo statunitense nella partenza di Flávio Bolsonaro dal Brasile e nel suo ingresso negli Stati Uniti. In una lettera separata, tre membri del Congressional Progressive Caucus hanno chiesto a Trump di riconoscere la vittoria di Lula.

Secondo Mark Langevin, analista senior di Horizon Engage, una maggioranza democratica alla Camera potrebbe indagare sulle circostanze relative al visto statunitense di Flávio Bolsonaro e sul ruolo del Segretario di Stato Marco Rubio. La portata di queste iniziative dipenderebbe dai risultati elettorali. Anche se i Democratici conquistassero entrambe le camere, incontrerebbero ostacoli nell’approvare leggi a cui Trump si oppone.

Gli elettori scelgono tutti i 435 membri della Camera e 35 dei 100 seggi del Senato. Attualmente i Repubblicani controllano entrambe le camere, garantendo a Trump una maggioranza parlamentare favorevole. Nick Zimmerman, ricercatore senior dell’Inter-American Dialogue ed ex direttore per il Brasile e il Cono Sud alla Casa Bianca, ha dichiarato che un Congresso controllato dai Democratici sarebbe più propenso a indagare sull’amministrazione e a chiedere informazioni che a modificare direttamente la politica.

Anche il commercio potrebbe finire sotto esame. Zimmerman ha detto che i parlamentari potrebbero analizzare il modo in cui l’amministrazione stabilisce i dazi, negozia le esenzioni e risponde alle attività di lobbying. Tali indagini non si concentrerebbero necessariamente sul Brasile, ma potrebbero includere negoziati commerciali che coinvolgono il Paese e potenzialmente incidere sulle future politiche tariffarie.

Anche Bruna Santos, direttrice del Brazil Program dell’Inter-American Dialogue, ha affermato che una maggioranza democratica potrebbe rafforzare il controllo sulle decisioni di Trump in materia di dazi e indurre l’amministrazione a valutarle più attentamente. Tra le proposte in discussione figurano misure che attribuirebbero al Congresso un ruolo più incisivo, per esempio tramite obblighi di notifica o richiedendo l’approvazione del Congresso per determinate misure commerciali. Santos ha detto che una maggioranza democratica aumenterebbe il costo politico delle decisioni sui dazi, ma che revocarle sarebbe improbabile, considerata la necessità di un sostegno bipartisan e la possibilità di un veto presidenziale.

Lucas de Souza Martins, professore alla Temple University, ha dichiarato che anche il Dipartimento di Stato potrebbe essere sottoposto a un controllo più rigoroso. La politica di Rubio in America Latina potrebbe attirare l’attenzione, ha detto, con ripercussioni per il Brasile.

Un maggiore controllo parlamentare non allenterebbe necessariamente la pressione degli Stati Uniti sul Brasile. Santos ha affermato che, se diventasse più difficile perseguire le priorità interne, Trump potrebbe dedicare più attenzione alle relazioni internazionali, ambito in cui il potere esecutivo ha maggiore margine d’azione. Zimmerman ha aggiunto che le conseguenze politiche di una battuta d’arresto per i Repubblicani dipenderebbero dalla risposta di Trump, che potrebbe essere conciliante o aggressiva, e potrebbero anche indurre alcuni suoi alleati a prendere le distanze da lui in vista delle elezioni presidenziali del 2028.

Fonti: Folha Mundo.