La Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (Minurso) è entrata in una fase di liquidazione dopo la scadenza del suo mandato, il 31 ottobre. Il Consiglio di sicurezza non ha raggiunto un accordo su nessuna delle due proposte per prorogare la missione, ponendo fine a un’operazione di mantenimento della pace che durava da 35 anni.
Gli Stati Uniti hanno proposto una proroga di un anno che avrebbe eliminato «referendum» dal nome della missione e posto il piano di autonomia del Marocco alla base dei futuri negoziati. Undici dei 15 membri del Consiglio hanno sostenuto la bozza, ma la Russia ha posto il veto, affermando che favoriva il Marocco. Una proposta russa per prorogare la Minurso senza modificarne il mandato ha ottenuto solo due voti a favore.
La Minurso è stata istituita dopo che il Marocco e il Fronte Polisario hanno concordato un cessate il fuoco mediato dall’ONU nel 1991. Tra i suoi compiti figuravano il monitoraggio della tregua e l’organizzazione di un referendum in cui i Sahrawi avrebbero potuto scegliere tra l’indipendenza e l’integrazione con il Marocco. Il voto, inizialmente previsto per il 1992, non si è mai svolto perché le parti non sono riuscite a concordare chi avrebbe avuto diritto a partecipare.
La controversia resta irrisolta. Il Marocco rivendica il Sahara Occidentale come parte del proprio territorio, mentre il Fronte Polisario chiede l’indipendenza. La proposta di autonomia presentata dal Marocco nel 2007 concederebbe ai Sahrawi il controllo degli affari interni, mentre Rabat manterrebbe la responsabilità della difesa e delle relazioni estere. Il Fronte Polisario e l’Algeria respingono il piano e chiedono un referendum che includa l’indipendenza tra le opzioni.
Il palazzo reale del Marocco ha accolto con favore la chiusura della Minurso. A Laayoune, la città più grande del territorio, si sono viste persone festeggiare e sventolare bandiere marocchine. I funzionari marocchini hanno sostenuto che la controversia non dovrebbe più essere gestita dal Consiglio di sicurezza. La decisione offre a Rabat l’opportunità di spingere per negoziati incentrati sull’autonomia, ma non modifica lo status giuridico del Sahara Occidentale né equivale a un riconoscimento internazionale della sovranità marocchina. Il territorio rimane nell’elenco delle Nazioni Unite dei territori non autonomi.
La partenza della missione ha sollevato preoccupazioni per la sicurezza. La Minurso monitorava gli sviluppi militari e contribuiva a ridurre il rischio di un’escalation. Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha dichiarato che il diritto del popolo sahrawi all’autodeterminazione deve essere rispettato e ha messo in guardia dalla possibilità di una ripresa delle ostilità. Anche Oxfam ha avvertito che la perdita del ruolo della missione nel monitoraggio e nella riduzione delle tensioni potrebbe danneggiare la stabilità e la popolazione civile.
Il cessate il fuoco è venuto meno nel novembre 2020, quando il Fronte Polisario ha dichiarato di riprendere la lotta armata. Il ministro degli Esteri marocchino ha affermato che la fine della Minurso non significa la fine del cessate il fuoco e che Rabat resta impegnata a rispettarlo, subordinatamente alla propria sicurezza e sovranità. Il Fronte Polisario non ha annunciato quali saranno i suoi prossimi passi.
Fonti: BBC News World.